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21 aprile 2008

Se devo avere un presidente...

[io continuo a ringraziarvi, e a portare il più infinito rispetto..]

17 aprile 2008

Come vuoi che vada.

Chissà mai che qualcuno passi di qui a vedere di che umore sono dopo questo weekend elettorale, facciamolo un nuovo post, dai.

Anche perchè come scrive il compaesano Papo, almeno intercetto un tot percento del traffico di chi sta girando i blog a leggere commenti e fomenti - vuoi mettere che goduria vedere le statistiche che salgono in verticale come il fatturato di una fabbrichetta brianzola? Allora forza: elezioni veltroni berlusconi sinistra arcobaleno lega nord sconfitta disastro ecatombe espatrio e poi boh, quali altri tag dovrei mettere?


Mi dice (in privato, che io ho le mie corsie preferenziali - tiè..!) la mia blog-grrl preferita che poco cambia nel panorama di macerie che è questo Paese, dopo il weekend delle crocette. E naturalmente ha ragione. Però io mi tengo le mie solite tonnellate di perplessità, tipo.


Domande, solite storie, niente di che... tipo come fai, se hai fatto il metalmeccanico tutta la vita, il sindacalista pure, e adesso fai il pensionato, e con tua moglie pure pensionata avete tirato grande una figlia disabile grave... come fai a votare per la lega nel 2008?

Però non è odio, ci mancherebbe - e nemmeno rabbia, quello che mi viene. E' più desolazione, sconforto. Perchè non è facile dargli torto, a questa gente: che il partito dei fighetti non lo può sopportare, che i vivoluzionavi in velluto e cachemire li rispetta, sì, ma da lontano, che la destra ufficiale (e ufficialmente fascista) non la considera neppure un'opzione, e Berlusconi nemmeno perchè è il partito dei padroni... e alla fine dunque vota la Lega perchè sono gente normale, come me, quelli che incontro al bar, ci riesco a parlare...

Io che al bar non ci vado da una vita, e ho sempre più difficoltà a relazionarmi attivamente (senza dei giradischi in mezzo, intendo) con un numero di persone maggiore di 5 o 6, non so cosa dire.
O meglio avrei la testa piena di parole, un ronzio, un rimbombo di blabla e prediconi.

Ma qui serve silenzio, soprattutto. Possibilmente quello di un posto con tanti alberi, aria e luce.

E non sto meditando la solita fuga romantica dell'eroe esiliato - manco per il cazzo, a questi io il mio pezzo di mondo non glielo voglio lasciare. Ma devo trovare il posto buono per scavare la mia trincea.

04 marzo 2008

una goccia di splendore

Quando mi sfiora la poesia, la letteratura, fa effetto.
Quando non resta altro, quando ti fanno terra bruciata intorno gli sciacalli, i bravi, quelli che sono capaci, resta un po' di amaro nella pancia, una rabbia inconsulta da sfogare, e un senso di delusione così largo, che quasi non ci credi.

Poi arrivano due versi, un titolo, una cosa letta di corsa o raccontata, e subito si alza un'aria nuova, si apre il cielo e il sole mette una primavera tutto intorno. Mi metto la veste curiale, idealmente, in segno di rispetto a questo potere.

Sepolti sotto le macerie, ci sono frammenti di splendore. Tirarli fuori è faticoso, difficile come ricordarsi una cosa lontana. Ma quando li maneggi, questi frammenti, scaldano in un modo inconcepibile.

Grazie a chi li ha seminati dentro di me, allora.
E grazie a tutti gli incontri fortuiti che li fanno risuonare, nella corsa forsennata dove mi vedo come una figurina sbiadita.

Padre Dante, e tutti gli altri prima e dopo di lui... fate qualcosa, vi prego.

10 gennaio 2008

in rapida oportet scribere aqua

Oggi pomeriggio mi sono trovato, da solo, in una classe di un liceo classico.

I ragazzi (e dalla scrittura, soprattutto le ragazze), forse stimolati da qualche prof lungimirante, hanno riempito una parete, sotto l'insegna "ipse dixit", di fogli e foglietti scritti a pennarello colorato, pieni di citazioni di tutti i tipi.

Non manca naturalmente Federico Moccia e il suo 3msc, e nemmeno inaspettate citazioni di canzoni italiane (Guccini, Venditti, Masini... ma oh, siamo nel 2008?!) - ma da bravi studenti di liceo classico, soprattutto abbondano citazioni (in italiano!) da classiconi latini, o americani - e pochi italiani.

Hanno gusto, questi ragazzi - almeno, quasi tutti.
Ci sono le frasi di Nietzsche delle magliette, non manca il Che naturalmente, come non può mancare Hesse, e Gibran, e poi Ovidio e tanti altri.

E naturalmente, dato che fanno il liceo classico, avranno visto L'attimo fuggente, e si saranno identificati con i giovani protagonisti - che sono oggi, come si dice nel film, concime per i vermi
- e dritto dal film, c'è anche il buon Walden di Thoreau:


Andai nei boschi perchè desideravo vivere con saggezza, per affrontare solo i fatti essenziali della vita, e per vedere se non fossi capace di imparare quanto essa aveva da insegnarmi, e per non scoprire, in punto di morte, di non aver vissuto.
Mi viene da chiedermi quanti di questi cuori emozionati dai discorsi di Robin Williams, poi abbiano mai passato una notte sotto le stelle o si siano accesi un fuoco, ma non è di questo che volevo scrivere...

Distrattamente ho buttato l'occhio ai fogli appesi, alle scritture colorate sul muro, ed è stata proprio una di queste a calamitarmi, e a costringermi a leggerle tutte. Era il vecchio numero 70 di Catullo, che ancora si fa scrivere a pennarello verde sul muro della classe:

quel che dice una donna all'amante bramoso
va scritto sul vento,
e sull'acqua che scorre veloce.

Dopo due millenni abbondanti, il ragazzo colpisce ancora, e ancora, generazione dopo generazione. Dritto in faccia, come era arrivato a me, lasciando un segno che ancora mi accarezzo con cura e indulgenza.

Fantastico, mi è rimasto un sorriso sull'angolo della bocca per tutto il pomeriggio.

27 dicembre 2007

Mo' viene natale

Come dice la bella canzone di Carosone, quasi un rocksteady all'italiana (e i tempi son gli stessi, circa...) - mo' viene natal / nun teng denar / me legg u giurnal / e me mett a cuccà.

Buonanotte, svegliatemi l'anno prossimo.

PS (aggiunta post-natalizia) :
Non abbiate tanta fretta, a svegliarmi.

22 ottobre 2007

Who are the terrorists

Tanto per non lasciar cadere una tradizione di questo blog, di parlare con frasi di canzoni, andiamo a ripescare un vecchio Macka B: Who are the terrorists? / Who are the heroes?

In realtà oggi Macka B non se lo ricorda nessuno, nemmeno come ispiratore della più importante esperienza recente di mescola tra musica-underground-politica in Italia, quella dei 99 Posse, finita come è finita ma cominciata con una canzone, Rafaniello, che era una ritraduzione di Cocoa Nut di Macka B ricantata sullo stesso strumentale.

Però rimane, il senso fondamentale di quella canzone, a dirci che tante verità sono soltanto questione di punti di vista. Ad esempio in Italia abbiamo il decreto Pisanu, un bell'esempio di (ennesime) leggi speciali proprio per fronteggiare, guarda un po', il problema del "terrorismo islamico" visto alla tele con l'11 settembre.

Sempre alla tele, abbiamo visto il famoso generale Pollari annunciare di aver sventato un piano per un gigantesco attentato terroristico a Milano. Che uomo, eh?!

Da nessuna parte invece, fino a ieri, abbiamo visto la storia vera: un povero cristo libanese che si inventa informatore dei servizi segreti (sempre lì, si deve finire...) per alzare qualche soldo e qualche aggancio, e cosa gli viene in mente di fare? Denuncia il suo coinquilino siriano, lo accusa di essere un terrorista. Come li scelgono i servizi segreti, i loro informatori? Va beh, dopo tutti questi anni vi fate ancora queste domande...

Insomma la polizia fa irruzione a casa del siriano, come racconta Repubblica.it, sfonda la porta, lo carica in macchina fino in questura e lo espelle per direttissima. Usando le leggi speciali del decreto Pisanu - perchè il siriano è accusato di essere "referente di un complesso e consolidato circuito relazionale con esponenti del radicalismo islamico implicati in progettualità terroristiche".

Nessuno dei nostri ineffabili agenti sembra sapere che sullo stesso siriano è in corso una indagine della Digos di Milano, che proverà di lì a poco che le accuse erano tutte calunnie, e lui col terrorismo non c'entrava niente.

E allora a Damasco immaginatevi l'accoglienza festante: mazzate a valanga, prigione (siriana...) e due settimane di interrogatori. Poi, dato che i siriani a quanto pare hanno l'occhio più lungo della polizia italiana, la scarcerazione.

E adesso? Adesso niente.
Nessuno ha chiesto scusa, l'udienza di revoca dell'espulsione, presso il tar del Lazio, ancora non è stata fissata, e il nostro siriano è a Damasco, a guardare il calendario.
Per me non fa differenza, ma se volete vi dico pure che era incensurato, e con regolare permesso di soggiorno.

Who are the terrorists?
Who are the heroes?

21 ottobre 2007

Uno che ci ha pensato


















Leggo su Repubblica.it di un imprenditore di Ascoli che ha fatto un mese a 1000 euro, per vedere da vicino come vivono gli operai del suo pastificio. E ovviamente a fine mese, senza soldi e pieno di vergogna, ha dato a tutti 200 euro al mese di aumento.

Noto a margine che in posti dove la vita cosa ben più che ad Ascoli, un sacco di gente guadagna anche meno di 1000 euro.

E allora in questi tempi magnifici di responsabilità sociale di impresa, di multinazionali che fanno il bilancio sociale, di imprenditori che danno lezione di moralità pontificando contro l'evasione fiscale...
se ce ne fosse qualcuno di più, a fare quello che ha fatto il signor Enzo Rossi, credo che sarebbe molto meglio.

06 ottobre 2007

Gira il mondo gira...









Ho fatto dieci giorni in giro per l'Europa, cose di lavoro.
Ho visto il mio paesello col cannocchiale, da lontano - e il mondo tutto intorno.

Ho visto i politicanti italiani affannarsi per correr dietro all'ultima moda di chiacchiere-da-bar (in questo caso, diminuire i costi della politica più costosa del continente... e meno efficace) senza capire che non è una cosa che li riguardi in alcun modo - o meglio riguarda il metterli in condizioni di non nuocere, e questi ancora si affannano a pensare di poter essere per cinque minuti protagonisti di qualcosa.

In seconda fila c'è la rivolta civile della Birmania, la seconda in 10 anni circa (qualcuno se ne era accolto l'altra volta? io si...). Gente che a mani alzate va a farsi massacrare, e lo dico letteralmente, da una delle dittature militari più bastarde del pianeta. Senza più fermarsi.

Poi parte la repressione, come sempre - e si parla di fosse comuni, di camion che schiacciano i manifestanti, di morti a montagne... ma va tutto bene, non si possono pestare i piedi alla Cina e i dittatori birmani sono amici suoi, quindi aspettiamo che il fatto non sia più di moda, come diceva Gaber, e lasciamo perdere... e per salvarci la faccia magari scriviamo qualche documento di condanna alle Nazioni Unite.

Intanto ancora una volta assistiamo ad un massacro testimoniato e raccontato dalla Rete: è tutto scritto, catalogato... qualche link è qui accanto, il resto lo trovate, facilmente, su qualsiasi motore di ricerca.

Non si può far finta che non stia succedendo niente.

25 settembre 2007

Comunque vada sarà un successo

Hanno rapito due agenti del servizio segreto militare italiano da qualche parte nel deserto afghano.

La mossa già fa ridere, agenti segreti così segreti che vengono catturati da una guerriglia di pastori analfabeti... va beh, non infieriamo, del resto i Talebani ufficialmente sono già stati sconfitti da mo', ma sono sempre lì e da lì non si fanno spostare, evidentemente le cose non sono come ce le raccontano i nostri famosi giornalisti embedded -- o forse c'entrano i papaveri ( nel senso dei fiori...) che a partire da lì riforniscono di eroina mezzo mondo...

Nemmeno il tempo di mobilitarsi per il nostro famoso esercito (e pagare i soliti milioni di euri per il rilascio)... ed ecco che d'improvviso la nostra Itaglia mostra i muscoli e con marziale determinazione una azione militare di pieno successo libera i due ostaggi.

Si, va beh.
Però:

- l'azione è stata condotta dai reparti speciali inglesi, e i nostri dietro.
- i due ostaggi sono finiti male, entrambi feriti, uno con ferite gravissime alla testa.
- uno degli interpreti degli ostaggi è stato ammazzato - ma tanto era afghano.

Adesso io non voglio star qui a fare il tira-e-molla sul come mai l'Italia definisce "di successo" una azione che è andata così male, evidentemente è meglio una spia morta o in fin di vita che una spia in mano ai nemici -- e in fondo mi interessa poco il destino di uno che decide di andare a fare il soldato, lavoro che (ricordiamolo, serve sempre...) consiste nell'ammazzare gli altri o farsi ammazzare nel tentativo.

Mi chiedo solo come funziona tutto questo gioire: dice il ministro che i due erano in pericolo di vita. Dunque, ammazziamoli noi che almeno facciamo prima? Non ce n'è uno che si fa questa domanda (a parte i soliti rompicoglioni che nessuno calcola...) e son tutti lì a complimentarsi "come un sol uomo". Più impettiti del solito.

Complimenti, un vero successo.

27 luglio 2007

Visone















Giovanni Pesce 1918-2007, qui con sua moglie Nori.

Ciao Visone.
Quanta merda che hai dovuto sopportare, in questi anni.
Scusaci se puoi.

Adesso vado a rileggere Senza Tregua.

02 maggio 2007

puttanate e paranoie... e preti, come sempre

Dice che al concerto del primo maggio, uno dei conduttori ha detto delle cose gravi contro la chiesa. Addirittura, scomodano il terrorismo, la lotta armata, la violenza politica.
E cosa avrà detto? Di sparare al Papa, magari stavolta prendendo meglio la mira?

Tale Andrea Rivera ha fatto dal palco del primo maggio, dal palco rosso dei sindacati confederali italiani, due o tre battute magari fuori luogo, ma assolutamente lontane anni luce da quello che gli stanno attribuendo. Ha detto che il Papa non crede all'evoluzionismo - perchè la Chiesa non si è mai evoluta. Ha tutto questo torto, pensando alle posizioni che esprime ultimamente? Ha detto che non è bello aver rifiutato i funerali religiosi a Welby, quando invece li hanno fatti a Pinochet e a Francisco Franco. Perchè, non è vero che è andata così?
Anzi io mi continuo a ricordare di Papa "santo subito" Woytila, che con Pinochet ci ha fatto pure una bella comparsata benedicente dal balcone, in Cile, quando tutto il mondo ormai sapeva delle torture e delle mostruosità del suo regime.

Allora sai che c'è? Adesso basta. Avete rotto i coglioni.
Il presentatore ha detto delle puttanate, poteva risparmiarsele. I fieri dirigenti dei sindacati italiani hanno subito calato le braghe, e potevano risparmiarsi pure questo. Ma le paranoie della CEI, quelle proprio volevo risparmiarmele tutte.

Uno scrive sul muro "Bagnasco vergogna" e si scomodano i questori, i parlamentari, i ministri, a valutare se non sia il caso di fare un'inchiesta antiterrorismo e di dare la scorta al cardinale.
Se scrivevano "Bagnasco okkio al kranio" cosa succedeva, proclamavano la legge marziale?

I preti non stanno a guardare e sull'Osservatore romano fanno dichiarazioni che, lette da Repubblica.it, mi fan venire i brividi; uno in particolare merita:

Qualcuno vuole aprire una guerra strisciante, una nuova stagione della tensione, dalla quale trae ispirazione chi cerca motivi per tornare ad impugnare le armi, per rivitalizzare organizzazioni che hanno perso su tutti i fronti, primo fra tutti quello della storia. Anacronismi.

Stanno parlando di loro stessi?

01 maggio 2007

la signora Marina ha vinto

Genova 2001: subito ripartono i fantasmi.

Genova 2001, voci e storie incredibili da radio popolare, io a letto con due vertebre imbizzarrite a cercare di far di tutto per alzarmi e andare, soprattutto dopo le notizie, il black bloc ha assalito la prigione, ci sono scontri, i carabinieri hanno sparato, è morto un ragazzo.

Genova 2001 è una montagna di immagini, filmati, siti web e testimonianze, di una cosa che secondo qualcuno non è neanche mai successa. Tra le tante, la copertina del numero speciale di Diario: una signora versa un po' d'acqua in testa ad un ragazzo che è una maschera di sangue, appoggiato ad un palo.

Quella signora si chiama Marina Spaccini; era a Genova con la Rete Lilliput, tante piccole associazioni, tante persone, anche molti amici miei. Erano quelli con le mani in alto, dipinte di bianco, a dire di un modo nuovo di intendere lo scontro tra maniere di vedere il mondo.

La Rete Lilliput a Genova nel 2001 è stata travolta da una carica dei reparti speciali dei carabinieri. Dice che inseguivano il Black bloc, hanno trovato i pacifisti con le mani in alto ed evidentemente devono essersi confusi, e giù mazzate a tutto quel che si muoveva.
Compreso il ragazzo con la maschera di sangue. Compresa, poi, anche Marina Spaccini, presa a manganellate in testa.

La signora Spaccini ha poco meno di sessant'anni, fa la pediatra. Assalita da un uomo e una donna in divisa, lei che pensava che le divise fossero al servizio suo e del suo Paese, come le aveva insegnato suo padre, partigiano e poi sindaco del suo comune... La signora Spaccini si domanda come sia stato possibile essere assaliti con tanta violenza, e senza motivi. Da una donna, poi.
Se lo domanda ad alta voce, e lo domanda allo Stato. Sporge denuncia.

Dopo sei anni, la signora Spaccini vince la sua causa. Dei centomila euro di risarcimento richiesti, gliene danno 5000. Ma non fa niente, lei ha sempre detto che bastava anche solo un centesimo, l'avrebbe dato in beneficenza: l'importante era avere giustizia. Solo che non si è capito chi fossero quell'uomo e quella donna in divisa che l'hanno assalita. Due carabinieri, due fra i tanti che inseguivano il Black bloc, hanno trovato i pacifisti con le mani alzate e devono aver fatto confusione.

Quindi il tribunale ha condannato il Ministero dell'Interno, responsabile ultimo della gestione dell'ordine pubblico. Da un lato, va bene: giustizia alla signora Spaccini. Dall'altro mica tanto: non c'era un ministro, a manganellare; non c'erano funzionari, dirigenti eccetera. Magari quelli avranno ordinato, o più facilmente lasciato fare. Però quelli che hanno fatto, che hanno manganellato in testa la signora Spaccini, hanno dei nomi e dei cognomi.

Sarebbe bello vedere loro condannati, a pagare o a finire dentro. Per una volta, facciamo pagare i colpevoli: sarebbe istruttivo, e anche rispettoso nei confronti di tutta quella gente, al Ministero dell'Interno o tra gli uomini in divisa, che di spaccare teste a chi non c'entra niente non si sognerebbe mai.

25 aprile 2007

Grazie ancora.


[Questo weekend c'è un bel ponte.
Ricordati che l'hanno costruito loro.]

04 aprile 2007

Non si può sempre perdere!

...e infatti stavolta abbiamo vinto!

La notizia è fresca fresca: l'Associazione per il Software Libero, che rappresenta in Italia la Free Software Foundation del signor "progetto GNU" Stallman (la mente vulcanica dietro 3/4 del software che compone Linux, per dirne una...) ha vinto un clamoroso ricorso contro lo stato italiano.

Il ricorso era stato presentato contro un bando di gara per la fornitura di software MICROSOFT per le pubbliche amministrazioni, per un costo totale di circa QUATTRO MILIONI E MEZZO di euro!!! Ovviamente e giustamente, questo va contro tutti i criteri di mercato libero e antitrust, oltre che a quelli di economicità e di libertà in senso più lato (ma su questo, si sa che lo stato italiano è specializzato in sordità...).

Con la vittoria del ricorso, il bando è stato ritirato ed ora bisognerà valutare anche le alternative al software micro$oft, come ovviamente Linux, ma anche semplicemente, restando su macchine (ahimè...) già window$, i pacchetti di OpenOffice ecc.

EVVIVA!
Eccovi il testo integrale del comunicato.

26 marzo 2007

L'inferno esiste solo per chi ne ha paura

Troppo forte, il richiamo della fantastica canzone di De Andrè sul suicidio di Tenco, per non utilizzarla come titolo di questo post.

La notizia l'avrete sentita, il papa Benedetto XVI ribadisce che l'inferno esiste ed è eterno.
Come dire, occhio che se non fate come dico io sono guai seri.

Il catechismo cattolico, alla voce "inferno" ha un testo scritto proprio da Ratzinger, quindi siamo in piena continuità con la dottrina: chi sceglie deliberatamente di morire nel peccato rifiutando l'offerta della salvezza, sostanzialmente è fottuto e la paga per sempre.
E' conveniente, il cattolicesimo: è un offerta vantaggiosa.

Io li amo questi nuovi preti (oddio, proprio nuovi in effetti non sono...) - li amo perchè fanno tutto da soli e non serve nemmeno dirgli niente; stanno spargendo a piene mani paura, pregiudizio, intolleranza... tutta roba che rinsalderà la fedeltà di pochi invasati e allontanerà ancora di più, e poi definitivamente, la maggior parte delle persone.

Bravi, continuate così... !

08 marzo 2007

Aridatece gli anni 50

Mario Riva e il Musichiere
Mario Scelba e le galere..

sono due versi di una filastrocca (non so perchè non sia mai diventata canzone) scritta da Michele Serra quando ancora si poteva leggerlo.
Sono una bella immagine degli anni 50.

Da un lato mamma RAI, democristiana senza (ancora) dover fingere di non esserlo, con il suo bianco e nero manicheo, con i buoni sentimenti formato famiglia (ovviamente!) e le care canzonette di una volta, con la mano sul cuore.

Dall'altro, i primi reparti Celere della polizia, manganelli sugli scioperanti, morti di Reggio Emilia, cortei smisurati di operai rossi con in prima fila i comandanti partigiani che continuavano la militanza nel sindacato...

Non questa melassa di merda che abbiamo oggi: alla tv c'è ancora Mario Riva remixato in tutte le forme possibili e immaginabili (pensa, pover uomo, se sapesse di esser diventato sia Costanzo che Amadeus...), dovunque imperversa il controllo globale, i manganelli sono un articolo da collezione...

e allora cos'è che manca?

Manca la gente con le palle per dirti in faccia: adesso basta, fa schifo.
Manca l'indignazione, l'indisponibilità ad ingoiare ancora.
Manca la civile inclinazione a dire: adesso basta, avete rotto i coglioni.

I preti adesso organizzano manifestazioni.
E' peggio, degli anni 50.
Lo dicono dal pulpito, lo scrivono sui loro giornali, trovano sempre qualche omiciattolo disposto ad amplificare e ripetere le loro stronzate...

(non importa poi, se gli omiciattoli in questione si sono fatti eleggere in parlamento, magari anche con voti di elettori laici, che tutto questo potere di parola sulla cosa pubblica ai preti non lo volevano proprio dare...)

Organizzano, i preti, manifestazioni sulla famiglia.
Perchè si sa che sono fissati, i preti, col sesso e i suoi dintorni.
Ma mica era roba non-per-loro?

Organizzano manifestazioni contro i gay.
Perchè si sa, eccome se si sa, che sono fissati con l'omosessualità, i preti.
(del resto uno in qualche modo...)

Le riviste d'opinione lasciano perdere per un attimo le tette e i culi in copertina, per fare servizi di approfondimento sul cilicio - ovviamente, in versione hi-tech, tipo Codice da Vinci - mentre il parroco del mio Paese si sente in diritto di blaterare sui giornali riguardo ai peccati contro-natura, anticipando addirittura un tot di vescovi e cardinali. Sui muri della più vicina città, un signor nessuno apre la sua campagna elettorale per i fascisti-ripuliti con un manifesto che dice bello chiaro, "DIO, Patria e Famiglia" e poi sotto, ma più in piccolo, "solidarietà, uguaglianza sociale".

Così siamo messi.
Aridatece gli anni 50.

Ma non eravate morti tutti?
Ma quand'è che morite davvero, e mi lasciate in pace una volta per tutte?

21 febbraio 2007

Siete la merda.

Non è che ci sia tanto da girarci in giro.
Siete la merda, stop.

E non solo perchè cade il governo per un gioco al bilancino tra due più-comunisti-degli-altri e due senatori-a-morte; ma per tutto il prima.

Per tutti sti mesi buttati a parlare dei Pacs.

Per una enormità come il raddoppio di una base militare USA nel Paese che ha avuto le più grandi manifestazioni contro la guerra in tutta Europa, fatta passare così come se fosse l'asfaltatura di cento metri di strada.

Per i "teo-con", che già mi fa cagare il nome, poi se penso ai contenuti mi viene il mal di pancia proprio... integralisti cattolici di vecchissimo stampo, imbarcati per fare numero - e chi ce li ha messi?

Per il ricatto schifoso di quelli che dicono, comunque o così oppure vi pigliate Berlusconi.

E' caduto il vostro governo e vi meritereste davvero di andare a casa, ma poi di non tornare più, con le manifestazioni fuori dalle sezioni se vi azzardate a ricandidarvi, e i lanci di monetine ogni volta che mettete fuori la testa da un hotel.

Però io non mi merito tutta sta merda.
Io non mi merito Berlusconi.
Io non mi merito Ruini.

Ve lo volete cacciare in quella vostra testa di cazzo?

01 febbraio 2007

Daje Ruini, vai così!!

E alla fine, mi tocca parlare dei Pacs.

Intanto, vi dico che vivo felice in una coppia di fatto eterosessuale da molti anni, che la voglia e l'interesse a sposarmi non ce li ho mai avuti e la mia compagna neppure, e che il timbro di un qualche pubblico ufficiale non solo non significa niente per me, ma ai miei occhi è l'ennesima dimostrazione della volontà di ingerenza e controllo totale di un potere inutile nella vita normale delle persone. Tanto per essere chiari.

Poi è vero che ci potrebbero essere situazioni in cui l'arretratezza borbonica di questo paese mi metterebbe in difficoltà senza quel timbro - meno di quel che si pensi, in realtà - ma insomma non mi preoccupo tanto e non me ne frega molto.

Qui è ovvio che il problema è la legalizzazione dei matrimoni omosessuali, e il resto è solo un effetto collaterale.

Ora io avrei un po' di cose da dire su come il movimento omosessuale stia puntando su questa faccenda dei Pacs, sul loro lavoro di lobbying e le loro prove tecniche condotte nei mesi e negli anni scorsi per prender la misura delle loro effettive capacità di pesare pubblicamente... ma lascio perdere, dico solo che in alcuni casi non mi sono piaciuti per niente.

Dico più ad alta voce, invece, che non mi sembra affatto che la legalizzazione dei matrimoni gay, sebbene per loro - giustamente - di fondamentale importanza, debba diventare il problema numero 1 di questo paese. A me così, di getto, ne vengono in mente alcuni altri, tipo: due generazioni almeno senza supporto pensionistico e diritti veri sul lavoro, una rete di servizi (trasporti pubblici, scuola, energia, acqua ecc.) completamente allo sfascio, un digital divide clamoroso che ci lascia sempre più lontani dalle vere frontiere dello sviluppo, un sistema dei media vergognosamente ancora in mano ai soliti padroni delle ferriere, e via così, potrei continuare.

Invece no, dice che bisogna prima di tutto (?) fare i pacs.
E va bene, per carità, facciamoli. Cosa ci vuole? Venti minuti, si alza la manina e sono approvati.
Così poi si potrebbe provare a governare questo paese, a risolvere i problemi veri e tutto il resto.

Ma qui, colpo di scena: appare la chiesa cattolica.
Nella figura china e nera di monsignor (?) Ruini capo dei vescovi italiani.
Che al presidente della Repubblica Italiana, sorridente, che gli tende una mano dicendo "questi pacs bisogna farli ascoltando anche la chiesa", risponde: neanche per idea, i pacs non bisogna farli e basta.

PERFETTO!!!

Io spero che Ruini e i suoi continuino così a lungo.
Che i giornali cattolici e i bollettini parrocchiali si riempiano di editoriali lividi pieni di pericoli per l'umanità e di fine del mondo in arrivo, che dal pulpito i preti continuino a infilare il naso nelle mutande dei fedeli e ad occuparsi permanentemente dell'unica cosa che in teoria dovrebbero non considerare, ossia il sesso e i rapporti sessuali.

Andate avanti così!

Ditelo in diretta tv al tg1 delle otto di sera, che chi fa sesso fuori dal matrimonio religioso va all'inferno, insieme a chi usa i preservativi o la pillola anticoncezionale!
Gridàtelo in faccia alle donne, che le interruzioni di gravidanza e le fecondazioni assistite sono sovvertimento della creazione divina!

Ma di più, urlate a squarciagola addosso a tutti i cattolici italiani che non esiste la doppia morale che il 90% di loro pratica : il dettato della chiesa non è interpretabile. E' solo applicabile.
Se siete cattolici, niente preservativo, niente pillola, niente coppie di fatto, niente fecondazione assistita, niente divorzio, ubbidite e basta!

NON ESISTE la interpretazione del fedele, nel cattolicesimo!

Hanno fatto uno scisma su questa cosa, i protestanti. E la chiesa cattolica ha risposto con la solita ondata di morte, arrostimenti in piazza e per finire con il tocco scenico del concilio di Trento e della controriforma. Ci ha messo un impegno forsennato.

Per questo ancora oggi i vescovi italiani e il loro capo Ruini ci tengono tanto. E fanno bene, è la radice del loro potere: sono loro, quelli che hanno la possibilità di interpretare.
I fedeli cattolici devono ubbidire, e stop.

Per cui vai così Ruini! Continua, dilla tutta la lista di divieti e obblighi che hai lì nel cassetto! Grida le tue maledizioni e scomuniche, non tenertele dentro, sono tutte autorizzate!!!

Così almeno gli ultimi quattro ignoranti che ancora ti stanno a sentire si romperanno i coglioni, pure loro, finalmente, e la facciamo finita con la chiesa cattolica.

Hasta la vista, baby.

26 gennaio 2007

Le bottiglie di Genova

"Che fine hanno fatto le bottiglie di Genova?"

Non sono impazzito, semplicemente c'è una notizia che si è affacciata appena ai media (l'avete colta?) e poi è scomparsa. Il fatto è che si tratta di una di quelle cose che a me fanno venire il giramento di palle istantaneo....

Processo per l'irruzione alla scuola Diaz durante i giorni del G8 2001 a Genova.
Carabinieri che fanno irruzione al Media center del movimento, e spaccano tutto e tutti quelli che ci sono dentro. Teste, denti, braccia, computer... tutto spaccato a bastonate e manganellate, hard disk fatti sparire (alla ricerca di prove che potevano incastrarli per l'omicidio di Carlo Giuliani?) eccetera ecceter - e per giustificare tutto: ecco qua, un bel carico di molotov a dimostrare che l'irruzione era giustamente motivata da questioni di ordine pubblico.

Il fatto è che queste molotov se le erano portate dietro i Carabinieri, appositamente per poi tirarle fuori e gridare al ritrovamento. Ci sono le prove, anche stavolta qualcuno li ha fregati.

A me basta già questo, per scuotere la testa indignato, per aumentare ancora (se fosse possibile) lo sdegno per come i dipendenti pubblici di questo Paese fanno il loro lavoro in nome e per conto dei cittadini, e tutto il resto che immaginate.

Però questo è solo l'inizio.

Al processo su questi fatti, in cui sono imputati anche ufficiali che nel frattempo hanno fatto carriera (?) si arriva al dunque, a parlare delle molotov. Ok, la corte chiede, vediamole queste false molotov requisite come prova. Va bene, andiamo a prenderle.

Non si trovano più.

MA ANCORA?!?
Ma possibile, che nel 2007 succedano ancora queste cose da repubblica delle banane, in Italia?
Possibile che dopo un fatto così (ILGIORNO dopo) non salti su il ministro della giustizia e anche quello della difesa, a chiedere le dimissioni di chi doveva vigilare, archiviare, conservare, e invece guarda tu che caso, si è perso proprio le prove contro i Carabinieri?

Niente, tutto normale.
E poi la notizia sparisce.
E poi il processo continua.
E poi gli ufficiali fanno carriera.

Per quanto devo continuare, a scuotere la testa?

17 gennaio 2007

Questioni di base

Il fatto è che Prodi ha detto di sì, dalla mattina alla sera, all'ampliamento della base militare USA di Ederle / Vicenza.

Il fatto è che non si tratta di una base NATO, ma proprio di una base USA.

Il fatto è che si tratta di una base di quell'esercito che ha inventato la guerra preventiva, che imprigiona i prigionieri di guerra in posti come Guantanamo (ne abbiamo appena parlato) senza alcuna garanzia di diritti umani; che spedisce decine di agenti segreti a Milano a rapire l'imam della moschea e a deportarlo in Egitto, torturarlo e tentare di estorcergli confessioni sulla sua attività sovversiva; che spara a Calipari mentre riporta a casa Giuliana Sgrena, eccetera eccetera. Il fatto che si tratti anche del Paese che vuole incarnare la migliore realizzazione della democrazia occidentale sul pianeta, è anche peggio secondo me.

Allora ci sono un po' di modi per uscirne.

C'è quello ideologico, semplice e diretto.
Una base militare americana non è una questione urbanistica, come dice Prodi.
E' una questione pesantemente politica, come dicono i cittadini di Vicenza che sono già scesi in piazza appena arrivata la notizia.
E ci sono tutti i motivi politici elencati sopra, e un po' di altri, per dirgli guardate, no grazie, lasciamo pedere - la base è già abbastanza grande così, di ampliarla non se ne parla proprio.
Almeno prima facciamo un referendum tra i vicentini, come ha detto il viceministro degli esteri Bobo Craxi ieri mattina, e vediamo cosa ne pensano.

Poi c'è la versione "real politik", ossia:
non si può dire di no agli USA, dopo avergli ritirato le nostre truppe dall'Iraq sotto il naso, avergli detto in faccia che l'intervento in Somalia è stato una cazzata, ecc ecc. - ok, facciamo che davvero non si possa. Allora giochiamocela, come fanno tutti:

vi diamo il permesso di ampliare la base, se ci estradate i militari USA colpevoli della strage del Cermis.
Se ci estradate i vostri agenti segreti che sono entrati in Italia per rapire illegalmente Abu Omar e portarselo illegalmente in Egitto dove l'hanno torturato e detenuto illegalmente.
Se ci dite cosa è successo davvero quando avete sparato all'auto di Nicola Calipari e Giuliana Sgrena.
Eccetera, eccetera eccetera.

E invece no.
Giù i calzoni, giù le mutande, e in ginocchio.

Penso che peggio di così non poteva andare.
Abbiamo fatto tanto, per non essere solo una porta-aerei americana nel mediterraneo.
Peggio di così non poteva proprio andare.