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02 maggio 2007

puttanate e paranoie... e preti, come sempre

Dice che al concerto del primo maggio, uno dei conduttori ha detto delle cose gravi contro la chiesa. Addirittura, scomodano il terrorismo, la lotta armata, la violenza politica.
E cosa avrà detto? Di sparare al Papa, magari stavolta prendendo meglio la mira?

Tale Andrea Rivera ha fatto dal palco del primo maggio, dal palco rosso dei sindacati confederali italiani, due o tre battute magari fuori luogo, ma assolutamente lontane anni luce da quello che gli stanno attribuendo. Ha detto che il Papa non crede all'evoluzionismo - perchè la Chiesa non si è mai evoluta. Ha tutto questo torto, pensando alle posizioni che esprime ultimamente? Ha detto che non è bello aver rifiutato i funerali religiosi a Welby, quando invece li hanno fatti a Pinochet e a Francisco Franco. Perchè, non è vero che è andata così?
Anzi io mi continuo a ricordare di Papa "santo subito" Woytila, che con Pinochet ci ha fatto pure una bella comparsata benedicente dal balcone, in Cile, quando tutto il mondo ormai sapeva delle torture e delle mostruosità del suo regime.

Allora sai che c'è? Adesso basta. Avete rotto i coglioni.
Il presentatore ha detto delle puttanate, poteva risparmiarsele. I fieri dirigenti dei sindacati italiani hanno subito calato le braghe, e potevano risparmiarsi pure questo. Ma le paranoie della CEI, quelle proprio volevo risparmiarmele tutte.

Uno scrive sul muro "Bagnasco vergogna" e si scomodano i questori, i parlamentari, i ministri, a valutare se non sia il caso di fare un'inchiesta antiterrorismo e di dare la scorta al cardinale.
Se scrivevano "Bagnasco okkio al kranio" cosa succedeva, proclamavano la legge marziale?

I preti non stanno a guardare e sull'Osservatore romano fanno dichiarazioni che, lette da Repubblica.it, mi fan venire i brividi; uno in particolare merita:

Qualcuno vuole aprire una guerra strisciante, una nuova stagione della tensione, dalla quale trae ispirazione chi cerca motivi per tornare ad impugnare le armi, per rivitalizzare organizzazioni che hanno perso su tutti i fronti, primo fra tutti quello della storia. Anacronismi.

Stanno parlando di loro stessi?

27 dicembre 2006

they dance alone

They dance alone era una canzone di Sting, negli anni 80.

Quando sei un ragazzino le canzoni ti scavano qualcosa dentro, sono insegnamenti importanti.
Diceva Bruce Springsteen in una delle sue più famose, sempre in quegli anni: "ho imparato di più da una canzone di tre minuti di tutto quello che ho imparato a scuola".

They dance alone parlava del Cile e dell'Argentina, delle donne di Plaza de Mayo che a Buenos Aires ballano da sole perchè i loro uomini sono stati fatti sparire da un regime sanguinario, violento, torturatore, fratello di quello che in Cile si è preso il potere un 11 settembre molto precedente a quello che oggi ricordano tutti.

La canzone diceva: signor Pinochet, cosa succederà quando non arriveranno più soldi dai suoi padroni?
Se la immagina sua madre a ballare da sola in piazza?

Poi da lì uno scava, ricorda, ricerca...
Ricorda da bambino, i compagni di tuo padre che dipingono murales alti tre metri con questa faccia con gli occhiali, e sotto con la difficoltà di chi ha appena imparato tu leggi "salvador allende" - e ti domandi che nome è, scritto così sbagliato...
Scava nei libri e scopre le strategie per impedire che un governo legittimamente eletto potesse fare le sue riforme di centrosinistra in un paese strangolato dalla dipendenza dagli Stati Uniti del premio nobel per la Pace Henry Kissinger...
Ricerca e ricorda di non essersi sognato, di averlo visto davvero Giovanni Paolo II "santo subito", affacciarsi al balcone insieme al signor Pinochet, in qualche tg di tanti anni fa.

Poi Pinochet si è messo da parte, a dormire come il drago Smog sui miliardi rubati al Cile e alle migliaia di persone che ha fatto sparire. I suoi torturatori sono ancora in giro, camminano e bevono il caffè al bar, passano accanto ai figli delle persone a cui hanno infilato fili elettrici nel corpo e poi buttato i cadaveri (se poi erano cadaveri..) in mare dagli aerei militari.

Poi Pinochet è stato messo sotto accusa, da tribunali europei, perchè non andava per il sottile e nelle sue prigioni sono finiti anche cittadini europei, o persone con la doppia cittadinanza.
Ma nessuno ha potuto vederlo dietro le sbarre. Nessuno ha avuto la soddisfazione di vederlo pagare.

In Italia negli anni 70 il segretario del più grande partito comunista del mondo occidentale, dopo il golpe di Pinochet ha dichiarato pubblicamente che non era pensabile prendere il potere tramite le elezioni direttamente - troppo rischioso, in Italia, come in Cile. Bisognava mettersi d'accordo con gli altri. E da lì sono cambiate un po' di cose in questo Paese.

Poi Pinochet è morto.
E io festeggio.

Stasera apro una bottiglia, come ha scritto Sepulveda che ce l'aveva nel frigo da anni.
E festeggio, penso a quelle donne che ballavano da sole.
Penso a quelli che hanno lodato le riforme previdenziali di Pinochet, in Italia. Pochi anni fa.
Penso alla CIA, all'operazione Condor, alle dittature militari degli anni 70 e 80 in tutto il sud America. Penso alla Tatcher che si è dichiarata addolorata di questa morte.

Penso che anche lei morirà presto e mi torna il sorriso.

Anche in Cile c'è gente che festeggia.
La polizia li carica, li arresta e li malmena.
I morti non torneranno.
Le possibilità e le speranze di quegli anni sono cancellate per sempre.
C'è gente in Cile che ricorda Pinochet con affetto.

Ma in Cile c'è gente che festeggia, e io stavolta festeggio con loro.