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22 aprile 2008

Anno nuovo, vita nuova

Ciao.

Da oggi lascio questa piattaforma (un bel po' sfigata, diciamolo...) e passo a:

comese.wordpress.com

Pian piano vedrò anche di trasferire tutto di là.
E buon compleanno, eh.

10 gennaio 2008

in rapida oportet scribere aqua

Oggi pomeriggio mi sono trovato, da solo, in una classe di un liceo classico.

I ragazzi (e dalla scrittura, soprattutto le ragazze), forse stimolati da qualche prof lungimirante, hanno riempito una parete, sotto l'insegna "ipse dixit", di fogli e foglietti scritti a pennarello colorato, pieni di citazioni di tutti i tipi.

Non manca naturalmente Federico Moccia e il suo 3msc, e nemmeno inaspettate citazioni di canzoni italiane (Guccini, Venditti, Masini... ma oh, siamo nel 2008?!) - ma da bravi studenti di liceo classico, soprattutto abbondano citazioni (in italiano!) da classiconi latini, o americani - e pochi italiani.

Hanno gusto, questi ragazzi - almeno, quasi tutti.
Ci sono le frasi di Nietzsche delle magliette, non manca il Che naturalmente, come non può mancare Hesse, e Gibran, e poi Ovidio e tanti altri.

E naturalmente, dato che fanno il liceo classico, avranno visto L'attimo fuggente, e si saranno identificati con i giovani protagonisti - che sono oggi, come si dice nel film, concime per i vermi
- e dritto dal film, c'è anche il buon Walden di Thoreau:


Andai nei boschi perchè desideravo vivere con saggezza, per affrontare solo i fatti essenziali della vita, e per vedere se non fossi capace di imparare quanto essa aveva da insegnarmi, e per non scoprire, in punto di morte, di non aver vissuto.
Mi viene da chiedermi quanti di questi cuori emozionati dai discorsi di Robin Williams, poi abbiano mai passato una notte sotto le stelle o si siano accesi un fuoco, ma non è di questo che volevo scrivere...

Distrattamente ho buttato l'occhio ai fogli appesi, alle scritture colorate sul muro, ed è stata proprio una di queste a calamitarmi, e a costringermi a leggerle tutte. Era il vecchio numero 70 di Catullo, che ancora si fa scrivere a pennarello verde sul muro della classe:

quel che dice una donna all'amante bramoso
va scritto sul vento,
e sull'acqua che scorre veloce.

Dopo due millenni abbondanti, il ragazzo colpisce ancora, e ancora, generazione dopo generazione. Dritto in faccia, come era arrivato a me, lasciando un segno che ancora mi accarezzo con cura e indulgenza.

Fantastico, mi è rimasto un sorriso sull'angolo della bocca per tutto il pomeriggio.

01 gennaio 2008

Another year over...

Another year over
and the new one just begun.

[...]

And so merry Christmas
and happy new year
let's hope is a good one
without any fear
war is over, if you want it
war is over now.

27 dicembre 2007

Mo' viene natale

Come dice la bella canzone di Carosone, quasi un rocksteady all'italiana (e i tempi son gli stessi, circa...) - mo' viene natal / nun teng denar / me legg u giurnal / e me mett a cuccà.

Buonanotte, svegliatemi l'anno prossimo.

PS (aggiunta post-natalizia) :
Non abbiate tanta fretta, a svegliarmi.

19 settembre 2007

Cose successe.


















E' finita Civil War di Marvel.
E' finita la mia pazienza per l'ascolto di radiopopolare, dove scatarrosi incapaci di leggere, tra toni inascoltabili ed errori di pronuncia pensano ancora di essere un'avanguardia.
E' finita l'estate.
E' finito il tempo di scherzare.
E' finita la mia voglia di stare a sentire quando professorini a culo stretto mi dicono quel che dovrei pensare per stare tra i buoni. E dato che tra i cattivi non ci voglio stare, starò per conto mio.
E' finita la gioia, e l'energia.
E' finita la voglia di contagiare, convincere, convertire.
E' finita, da tempo, la convinzione che le cose andranno meglio.
E' finito l'antifascismo - non per me, ma se ti guardi in giro capisci cosa intendo.
E' finita anche solo l'idea che questo paese possa rappresentare un percorso, una missione, una testimonianza di quello che è successo qui in tutto questo tempo e che ha fatto essere il mondo quel che è.
E' finito il gran premio di Monza, hai visto che roba.
E' finita l'idea di comunità, di stare insieme, di coltivare un pezzo di mondo.
E' finita la mia sopportazione - la tolleranza è esaurita dalla seconda superiore.
E' finita un'altra notte di stelle accanto al fuoco - finita come sempre.
E' finita anche la vergogna di dirla tutta.

02 aprile 2006

Ops, I did it...


Lo faccio? Non lo faccio?
E' meglio se non lo faccio, o se lo faccio così sono come tutti?
Ma tutti chi?

Siamo il paese più anti-tecnologico del mondo occidentale, riusciamo a far diventare un fenomeno di costume anche la normale inclinazione a scrivere un diario, in questo caso on-line -- non mi sento di stare seguendo una moda, ma solo una voglia mai spenta: quella di parlarmi addosso, di parlare del mondo e al mondo.

E dunque eccoci qua, questo è il mio blog.
Ci scrivo quando posso, ci scrivo quel che voglio, non sono politically correct, non sono un professionista delle idiozie via internet... sono uno che stava sui BBS col modem a 1200 bauds, figurati se me ne frega qualcosa di fare costume e pettegolezzo sul web.

Benvenuti a tutti, se ve ne frega qualcosa di quel che ho da dire.
Se anche voi avete questa antica malattia, di parlare del mondo con gli altri, siamo qui per questo.

salut.